Velenoso come una serpe, vola alto come la Strega, per Tavarone non era un derby ma una scampagnata

Velenoso come una serpe, vola alto come la Strega, per Tavarone non era un derby ma una scampagnata, ecco il pagellone dopo la partita del ‘Partenio’.

Falco CicirettiCICIRETTI: ogni volta che tocca palla ha più uomini addosso di Lapo Elkann durante la notte trascorsa nell’appartamento del quartiere di Manhattan, ma alla lunga viene fuori la sua qualità e la Strega inizia a danzare. Perfetto nel fornire l’assist a Cissè, e nel momento in cui entra Falco cominciano a giocare a “tennis per due” col pallone, ubriacando la difesa degli irpini. Voto 7, EFFETTO TENN…ENT’S
PEZZI: capisce di dover entrare in campo nel momento in cui Lopez, cercando di effettuare un cross,invece del pallone lancia la sua gamba verso Puscas. Entra spesso a freddo ma si scalda con una flebo di Strega iniettata direttamente nelle vene, prendendo alla lettera il coro della Curva Sud. Adotta anche tu un Enrico Pezzi per qualsiasi ruolo scoperto nella tua squadra del cuore: suderà la maglia, lotterà col cuore e se premi il pulsante dietro alla sua schiena ti dirà: “ragazzi, siam mica qui a scaldar le panchine a Pajac!”. Voto 7, SEMPRE SUL PEZZI
DEL PINTO: nella prima frazione gioca a calci più che a calcio cercando di rimediare alla falsa partenza della squadra, alla lunga entra anche nel vivo della manovra ed è suo il maggior numero di palle rubate della partita, ovviamente si intende quelle dei biancoverdi strappate a morsi. Consapevole della sua scarsa dote realizzativa, rinuncia alla possibilità di concludere dalla distanza, preferendo gli schiaffi ravvicinati. Voto 6.5, 4 SCHIAFFI AL POSTO DI PADELLA
CeravoloCERAVOLO: solita partita di sacrificio e dedizione, parte laterale nel tridente e cerca di non cadere mai in area di rigore, dato che con le multe pagate per le due presunte simulazioni nelle partite precedenti avrebbe potuto sfamare le popolazioni del Corno d’Africa. I difensori dell’Avellino rubano la bomboletta spray del direttore di gara e ridisegnano le linee dell’area di rigore fino a farla arrivare a centrocampo per mettergli ansia, ma per fortuna vengono cancellate con la schiena dagli stessi giocatori di Taccone che si sono rotolati a terra centinaia di volte, simulando improbabili infortuni ogni due minuti. Voto 6, “E IO PAGO!”
CISSE’: parte dalla panchina e ha tutto il tempo per cercare di capire perché gli avellinesi dicono che il loro derby è solo col Napoli quando poi si sono presentati in 500 unità all’allenamento settimanale per caricare la squadra, hanno realizzato uno striscione contro gli ultras del Benevento grande quanto tutta la balaustra della curva di casa, riprodotto anche sottoforma di adesivo, ed infine lanciato numerosi cori durante la disputa del match, scarsamente udibili dai presenti. Stava riuscendo a darsi una spiegazione intorno al 78’, ma proprio in quel momento è dovuto entrare in campo ancora sovrappensiero, dimenticandosi di allacciarsi per bene il pantaloncino: il tutto gli ha facilitato e velocizzato la messa in quel posto alla pecora travestita da Lupo, dopo avergli negato la vittoria negli ultimissimi minuti. Voto 7.5, “MI SONO DIMENTICATO ANCHE LA VASELINA…”