Serie B, 41a giornata: Benevento-Frosinone, le pagelle

Benevento - Frosinone 2-1 (8)Il Benevento vince una gara epica che, in quanto tale entra, di diritto nella storia calcistica giallorossa. I sanniti ribadiscono di essere la ‘bestia nera’ del Frosinone a cui negano una promozione, stavolta in Serie A, così come la negarono in C1 nel maggio del 1996. Allora fu Barrucci a far esultare il ‘Santa Colomba’ stavolta ci hanno pensato Puscas e poi Ceravolo a far esplodere il ‘Vigorito’. L’epicità della vittoria giallorossa non sta tanto nel fatto che di fronte c’era un avversario forte che arrivava all’appuntamento con il vento in poppa, le pile cariche e l’odore della Serie A sotto il naso, quanto le condizioni in cui ci è giunto il Benevento all’appuntamento. Baroni ha dovuto fare a meno di ben sei calciatori già noti (Lopez, Camporese, Chibsah, Buzzegoli, Ciciretti, Cissè sin dalla vigilia) a cui si è aggiunto un settimo (Falco) più o meno a sorpresa. Benevento - Frosinone 2-1 (24)Tutti atleti di rilievo nello scacchiere sannita a cui il tecnico ha dovuto rinunciare ma senza colpo ferire, poiché in campo ha mandato undici gladiatori, alcuni dei quali (Padella, Melara, Puscas) sicuramente non al top della condizione ma che hanno sputato sangue, proprio come il resto dei compagni che fisicamente erano più rodati. Con il passare dei minuti il debito di condizione fisica del Benevento al cospetto del Frosinone è apparso sempre più evidente ma ciò in cui i padroni di casa hanno sempre spadroneggiato sugli avversari è stata la volontà, la dedizione, la voglia di lottare oltre ogni limite e al di là di qualsiasi defaillance fisica. I giallorossi, anche vittime dei crampi nei minuti finali, sembravano più coriacei e determinati dei ciociari che i crampi non li avevano. Benevento - Frosinone 2-1 (33)Ugualmente da encomio sono i tre atleti subentrati a match in corso (Pezzi, Pajac e De Falco) poiché esemplari sono stati nel calarsi senza alcun indugio in una situazione complessa e delicata. Per tutte queste ragioni, quand’anche non fosse giunta la vittoria, il giudizio superlativo per tutti i protagonisti sarebbe stato identico e, quindi, quel nove pieno da attribuire a tutti, proprio in virtù di quello spunto vincentenel finale è divenuto un dieci tondo per tutti, senza alcuna esclusione.
Cragno, 10: tiene in partita in Benevento e dimostra che merita l’azzurro poiché è indubbiamente un talento limpido ed ormai pronto a ‘nobili’ platee.
Gyamfi, 10: disputa un match perfetto al cospetto di clienti scomodi.
Padella, 10: è un beneventano acquisito ed in campo lotta come se fosse un ragazzo della Curva Sud.
Lucioni, 10: il capitano svetta petto in fuori contro il miglior attacco della categoria e nessuno se n’è accorto.
Venuti, 10: un soldato per abnegazione, un bersagliere per corsa, un guerriero per indole.
Del Pinto, 10: utile e prezioso come solo un ‘cuor di leone’ come lui può esserlo.
Viola, 10: delizia il palato e gli occhi degli esteti. Sfiora più volte un gol che avrebbe meritato e si deve ‘accontentare’ di due assist deliziosi.
Melara, 10: spreme ogni stilla di forza che ha in corpo pur di essere utile e determinante come poi risulta.
Eramo, 10: esperienza, lucidità e sagacia tattica al servizio della squadra.
Benevento - Frosinone 2-1 (19)Puscas, 10: riscatta una annata sfortunata mostrando ai tifosi giallorossi una delle sue tante doti tecniche.
Ceravolo, 10: impossibile commentare chi riesce a far gol (il 19esimo) pur non avendo nemmeno la forza di fiatare.
Subentrati
Pezzi, 10
: come sempre fa quel che deve nel migliore dei modi, ovunque lo si metta.
Pajac, 10: ha stupito tutti per grinta e determinazione
De Falco, 10: ben ritrovato. Il suo palleggio diventa determinante quando il resto della squadra non aveva più forze nemmeno per una rimessa laterale.
Benevento - Frosinone 2-1 (41)Allenatore
Baroni, 10
: è la sua vittoria, la vittoria del suo gruppo, quello che ha difeso da tutto e da tutti, quello che ha costruito e modellato, quello che lo rispetta e gli dedica ogni goccia di sudore.