Serie A, Benevento: Come ci si salva nella massima categoria

La squadra festeggia il gol vittoria di Ceravolo contro il Cittadella
La squadra festeggia il gol vittoria di Ceravolo contro il Cittadella

La compilazione dei calendari di Serie A ha fatto già scattare in tutti i tifosi il vero e proprio ‘clima campionato’, nonostante le squadre siano ancora in fase di allestimento (il mercato chiuderà alle 23 del 31 agosto) e in fase di rodaggio tra ritiri, amichevoli e turné più o meno esotiche. La prima giornata dista poco meno di un mese ma la lotta per lo Scudetto, per il piazzamento valido per staccare un biglietto per l’Europa, per salvarsi senza o con affanni è già bella che partita. Andiamo, quindi, ad analizzare quanto più interessa in casa sannita, cioè la lotta per la salvezza, logicamente prescindendo (per il momento) da discorsi tecnico-tattici, ma dedicandoci solo ai ‘freddi numeri’.

Pertanto, per addentrarci nel discorso e capire cosa serve per salvarsi in Serie A, abbiamo analizzato quanto è accaduto negli ultimi dieci campionati, restringendo la ricerca, appunto, agli ultimi dieci anni, perché il calcio, in questo lasso di tempo, è molto cambiato, con un allargamento del divario economico e quindi tecnico tra le prime e le ultime, ma anche perché, ancor più a ritroso, saremmo incappati nelle classifiche riscritte dagli scandali calcistici che hanno coinvolto il mondo pallonaro italiano. Negli ultimi dieci tornei l’unica variabile non tecnicamente considerabile è stato il sostanziale crack societario del Parma a campionato in corso (2014-15) con le conseguenze del caso sul rettangolo verde.
Dalla nostra ‘radiografia’ è emerso che negli ultimi dieci tornei di serie A non è mai stato necessario raggiungere la ‘fatidica’ quota 40 punti per salvarsi, ma è stato e sarebbe stato sufficiente sempre un numero di punti inferiore. Attenzione: parliamo di punti che sarebbero stati sufficienti alla quart’ultima per salvarsi e non di quelli effettivamente ottenuti dalla quart’ultima che, in alcuni casi, infatti, negli ultimi dieci tornei, ha anche raggiunto o superato quota 40 punti, ma senza che ve ne fosse la stretta necessità per salvarsi.

In ogni caso e comunque, sin da ora, possiamo dire che il club che raggiungesse i 40 punti (ad esempio con 10 vittorie e 10 pareggi) potrebbe sentirsi, sostanzialmente e grosso modo, sicuro di non essere invischiato nella lotta per non retrocedere sino all’ultimo minuto dell’ultima giornata. 40 punti sono stati necessari per salvarsi per l’ultima volta proprio undici tornei fa,  nella stagione 2006-07, appena fuori dalla nostra analisi che si è fermata al torneo 2007-08. Da allora in poi il margine di punti necessari per salvarsi da quartultimi è andato da un massimo di 39 punti (una volta nel 2015-16) ad un minimo di 33 (Tre volte: 16-17, 13-14, 12-13), passando per quote intermedie come i 37 punti (Tre volte: 07-08, 10-11, 11-12), 36 punti (Una volta nel 09-10) e 35 punti (Due volte: 08-09, 14-15).

Se volessimo addentrarci in un calcolo matematico, facendo una media emergente dagli ultimi dieci anni, ne verrebbe fuori che per salvarsi occorrono 35,5 punti, cioè, in termini calcistici, tra i 35 ed i 36 punti. Attenzione: non stiamo affatto dicendo che per salvarsi a maggio prossimo siano sufficienti questi punti. Potrebbero servirne di più o di meno. Ciò viene determinato sostanzialmente dall’andamento dell’ultima e/o dalla penultima della graduatoria che, solitamente, ma non sempre, si assestano al di sotto dei 30 punti. Logicamente, più punti fanno le ultime più punti servono alla quart’ultima per distanziarsi dalla terzultima e salvarsi.

Tuttavia, usiamo come parametro di riferimento i 35/36 punti innanzi riferiti, considerandoli base di partenza per salvarsi. Quindi, si può pensare che per raggiungerli e superare lo step, una squadra debba mettere in conto di dover ottenere sul campo almeno 9 vittorie accompagnate da altrettanti 9 pareggi che danno, per l’appunto, 36 punti. Logicamente ogni vittoria in meno deve essere compensata da ben tre pareggi in più, sempre per restare nello stesso ranking di punti necessari e presi in considerazione. Ciò vuol dire che, mediamente, una squadra che lotta per salvarsi deve mettere in conto una ventina di sconfitte ma assolutamente non di più. Ancora una volta ribadiamo che, logicamente, ogni sconfitta che renda il totale inferiore alle 20 consente alla squadra di guardare con maggiore ottimismo all’obiettivo salvezza.

Numeri davvero strani per chi come i tifosi del Benevento, negli ultimi dieci anni e più, sono stati abituati a guardare le classifiche sempre dall’alto verso il basso, con cifre opposte rispetto a quelle che serviranno in questa stagione per raggiungere l’obiettivo dei giallorossi.